S'addensano cumuli di nuvole gonfie, la Bassa Sassonia me la ricordavo
diversa, fili di ferro arrugginiti e le case, pali di luce in fila di corsa.
Sta piovendo oltre il fiume di parole, sta coprendo tutto intorno, di grigio
e di scuro. Vorrei sentirmi spirito libero, ma mi commuove vedere la mia
faccia, riflessa a spicchi dentro i vetri, sapendo che ti cerco.
Sta piovendo sopra le mie mani, sopra i miei sospiri: "Taci che ascolto
questo fremito sopra la mia pelle.” Questo mi dicevi. Sarà più roca la tua
voce? Ora, qualcuno, chiunque sia, tuo padre che ti bagna, dentro, mi hai
scritto. "A volte i sentimenti ..." Ma cosa sto pensando, salgono
all'orizzonte cumuli bluastri, minacciano dentro il sereno, ma piove cavolo,
piove veramente.
Nebbia fitta dentro un
boccale, la Bassa Sassonia rintocca nella notte, anelli di fumo sul collo di
pelliccia, traboccano locali di gente sola. Fuori lampioni battuti in ferro,
suonano a freddo i tacchi del richiamo. Bionde come la Germania ai margini
del Reno, tra i boschi di betulle quando filtra un po' di sole. Bionde
dentro il cuore, tra le labbra il dai e dai di rossetti scoloriti. Ti cerco,
m’avvicino. L'angelo si desta, l'ombrello che ripara, rumori di zoccole e
carrozze d'altri tempi, bionde senza scrupoli, mentre il viale si riaccende.
Cammino e ti cerco. Lastricati di marmo riflettono le sottane, loro lo
sanno, ti offrono i fianchi al prezzo di una birra, ti offrono l'anima
mostrandoti lo spacco, il governo e l’ingiustizia, un ricovero senza luce,
due passi per un letto.
S’addensano rovine dentro le
mie vene, sta piovendo di nuovo, sul tuo volto e ti cerco. “Taci, non
parlare.” Questo mi dicevi. Tuo padre che ti bagna, dentro, mi hai scritto.
"A volte i sentimenti ..." Ma che dico? Zoccole e carrozze scivolano
sull’asfalto. Mi offrono un viaggio dentro labbra insaporite, che fumano,
che dicono. Salto su senza pensare. Il cocchiere mi dice che non c’è scelta
questa sera. Lui conosce la più brava. Su e giù lungo il viale. Ma qualunque
a quest’ora dà riparo e un pasto caldo. Senza luce m’ha detto. Mi indica un
ombrello. Non sei tu. “Col seno ci sa fare!” Che importa se non è bella? “Di
notte sono tutte puttane, e le puttane sono belle.” A prescindere ha detto.
“Offrono un buco che scalda e ripara, e svuotano birra anche quella buona.”
Ride e si ferma. “La vuole Signore? Costa metà prezzo.” La guardo, resisto.
E lui ride. Mi confida che è sua moglie. “Stanotte non si lavora, la
pioggia, il governo che ci spreme. La tassa sull’amore.” Riparte
Ti ritrovo tra i pali che
corrono più in fretta, tra le stanze in affitto e le asole più strette,
rispecchiano paure che danzano in soffitta, ma non posso abbandonarle, mi
annegano il respiro, mi dici che le rose profumano per mestiere. Ridi.
Saliamo le scale, tu davanti ed io cliente. Mi chiedi come ho fatto a
ritrovarti, ma non rispondo. Il letto è disfatto, viene da chiedermi quanti
stanotte. Mi viene da mettere la mano nella tasca. Ti spogli senza luce,
t’infili dentro il letto. Chiazze di umido sopra le lenzuola. E’ poco il
tempo che mi rimane, ti respiro e t’accarezzo. Sono passati tre anni! Mi
chiedi di mia madre. Dirti che è morta che cambierebbe? E’ patetico
ricordare. Mi offri il tuo seno, lo lasci calare. Già tuo padre! Ti chiamo,
ma è vuoto il tuo nome, la mia voce non ti scalda, il tuo cuore non mi
sente.
Tra gli specchi che deformano
le tue cosce, sei bella e mi sorridi. Ti ricordi? Le ramblas di Barcellona,
El Cortes Ingles. Il tuo cappello bianco, il mio dolore al ginocchio. Già è
patetico ricordare. Ti rivesti, è ghiaccio il respiro, freddo il tuo bacio.
Ti confondi a fosche tinte come un cielo che ripiove, cerco di aggrapparmi
sui fili della seta, mi s'intrecciano le voci è difficile capire, come se
amore non fosse amore, ma qualcos’altro. Tacchi di puttana scendono le
scale, vorrei inseguirti ed annusare il tuo profumo, lungo il viale mentre
tratti per un’ora. Silenzioso che ti spio, attento a non sciupare i petali e
la rosa. Già il tuo fiore. “Ti ricorderai di me? Mi deriderai perché non
l’ho colto?”
Ma ora è stupido pensare.
Venditrice di fiori meglio di te nessuno, Venditrice di te, meglio di me,
qualcuno.