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LiberaEva |
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ANCHE QUESTO E' AMORE |
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Rosa d'inverno |
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Tu vedi i miei occhi celesti di cielo, il seno montagne da
varcare le gole, che snodi all’ebbrezza di cogliermi intatta, come
rosa di maggio che si schiude all’amore. Sussurri parole che sanno
di miele, di ciuccio che intingi nell’acqua di mare, perché io lo
succhi e sappia di sale, il primo t’illudi che assaggio da sempre.
Accarezzi la luce di onde di seta, seguendo le forme diafane al
tatto, mentre guardi il riflesso d’un’anima pura, d’una rosa
fragrante impalpabile all’aria. Non coprirla di baci rimani
distante, l’odore che senti t’imbroglia e ti truffa, perché è fatta
di stenti di incurie degli anni, d’orgasmi guariti a fatica dal
tempo.
Lascia che il sogno non schiuda le labbra, e ti sia proibito
cercarmi più in fondo, perché ciò che vedi t’inganna e t’illude,
mentre svaso la gonna e ti intossico il sangue. Rimani distante
rimani qui fuori, apprezza il candore che fingo e ti offro, perché
nell’intimo dentro ti giuro non trovi, altrettanta bellezza convinto
che giuri. |
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Negli anni mi cerco e marco i
contorni, di labbra che rosse stingo al bisogno, di uomini onesti e
figli di cani, che m’hanno insegnato a camminare di notte. A
schivare lo sterco a passi di danza, senza che il cuore s’accorga
per caso, che dipingo le labbra di porpora e pepe, per essere
zingara d’un circo ambulante.
Sono fatta di spine angosce e tormenti, vuote parole che pioggia
riempie, sono petali secchi friabili ai venti, che un soffio li
sparge e non rimane che niente. Chissà che diresti se mi vedessi
davvero, con un cappello da sera e guanti di rete, che aspetto e
raccolgo solo acqua piovana, avanzi di mondo di semi infecondi.
Sono fatta di niente di buchi di ventre, slargati da rami senza
gemme di pesco, nel silenzio per strada tra le tenebre fitte,
tintinno i miei cerchi cadenzati alle voglie. Sono fatta d’istinti
di gatta in calore, che miagola ai tetti nel freddo di notte, di
canti d’uccelli aggrumarti sui fili, che bramano bocche come scoli
all’aperto.
Rimani distante il resto non conta, non serve all’amore il colore
degli occhi, spalanco le gambe per essere foce, come mare che
accoglie i detriti dei fiumi. Rimani distante rimani stanotte,
perché l’alba domani rifletta alla luce, che quello che offro è
madre di terra, dove nasce tra i fiori una rosa d’inverno. |
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