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LiberaEva |
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LA
MUSA |
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L'Opera
d'Arte |
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Prendimi dove la luce si vela, tra le
tenebre rade e i bagliori più fitti, da questa finestra dove corrono
altrove, i filari di pioppi insecchiti dal vento.
Prendimi dove la luce s’appanna, come se mi vedessi scontornata
dall’acqua, di questa pioggia che cade e uniforma l’intorno, di
gatti e d’antenne sulle tegole rosse. Catturami dove la luce si scura, e mi lascia in balia dei tuoi
scatti che ora, sembrano baci di bocca e di cuore, che mi lasciano
muta alla pelle che trema. Tra i tuoi occhi che ora mi cercano
fitti, e mi fanno sentire friabile e persa, come foglie d’autunno
che danzano gialle, che smuoiono rosse e diventano cenere. |
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Prendimi dove la luce s’adombra, dove
s’annida il mistero tra le labbra che schiudi, e s’aggrumano i sensi
e si spaiano gli occhi, per farmi più bella controluce in penombra. Fermami ora e spezzami il fiato, perché nessun sesso potrebbe fare
di meglio, nell’incanto di essere un bianco e nero e una forma, un
contrasto di luci che mi fa femmina bella.
M’hai raccolta di giorno che cercavo un autore, che intingesse i
pennelli nei colori di luce, catturami e scatta perché lo sento
nell’aria, quell’attimo solo che mi fa opera d’arte.
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